Presidente Conte, la superpotenza di fuoco dove è stata Mes?

Il presidente del consiglio Conte dopo la riunione dell’eurogruppo dell’8 maggio ha esternato una insoddisfazione per misure ritenute non ancora sufficienti per la crisi economica dovuta alla pandemia mondiale. Un mese fa i toni erano di tutt’altro avviso e solo Azione Civile, quasi voce nel deserto rispetto alle narrazioni entusiastiche a cui faceva da contraltare solo l’opportunistica propaganda delle destre, mostrò scetticismo e definì il primo accordo vergognoso e inaccettabile. Conte, Gualtieri e Gentiloni invece esultavano trionfanti.

Poche settimane dopo della super potenza di fuoco che doveva fornire immense liquidità all’Italia non è rimasto pressoché nulla: ammainati i corona bond, il recovery found arriverà chissà quando e come, lo stesso Sure è rimasto poco più di una pia intenzione. Sul tavolo quindi di fatto attivabili da subito solo le linee di prestito del Mes: 35 miliardi solo per le spese sanitarie e con l’impegno – citiamo testualmente – “a rafforzare i fondamenti economici e finanziari, coerentemente con i quadri di coordinamento e sorveglianza economica e fiscale dell’UE, compresa l’eventuale flessibilità applicata dalle competenti istituzioni dell’UE”. Altro che senza condizionalità!  Mentre attualmente è stato sospeso il patto di stabilità europeo ma non abolito. Tutto questo rappresenta il definitivo stringersi del cappio dello strozzinaggio europeo che stiamo denunciando da settimane: nel momento in cui il patto di stabilità europeo verrà ripristinato l’Italia si ritroverà con un debito pubblico altissimo (nell’unico Stato che ha inserito il pareggio di bilancio in Costituzione e il fiscal compact che tornerà a far sentire il suo peso) e quanto accettato in fase di attivazione del Mes. Attivazione che un mese fa sembrava rifiutata con ampio consenso, un mese dopo invece cresce il coro mediatico e nel fronte governativo comincia ad incrinarsi: c’è chi parla apertamente di opportunità da cogliere al balzo (facendo sponda anche su Forza Italia) e chi fa finta di non esser convinto dicendo che “bisogna vedere bene le carte”. C’è ben poco da vedere ancora, è tutto scritto nero su bianco nel testo post eurogruppo dell’8 maggio e nella frase che abbiamo già citato.

La super potenza di fuoco è sparita, chissà dove l’hanno MES. E il Meccanismo Europeo di Stabilità è lì pronto a strangolare il futuro dell’Italia. Ci rivolgiamo a chi è autenticamente euro scettico, a chi crede ancora che si deve impedire la svendita e l’abbandono dell’Italia allo strozzinaggio europeo che distruggerebbe quel che è rimasto di stato sociale e diritti sociali: il neoliberismo finanziario UE va abbandonato, deve finire nella spazzatura della storia, l’Italia (come abbiamo già proposto) deve percorrere ben altre strade. Anche facendo leva sulla solidarietà di altri Paesi, non appartenenti all’Unione Europea e alla Nato ma che ci hanno portato vera e immediata solidarietà. Basta soluzioni a debito, come già scrivemmo nel programma economico della Lista del Popolo e ribadiamo da sempre e persino Mario Draghi l’ha dichiarato diverse settimane fa: bisogna battersi e creare fronte comune perché venga immensa liquidità nel mercato, a fondo perduto e come sostegno all’economia reale e non la finanza speculativa. Un fronte che dovrà poi impedire il ritorno del patto di stabilità europeo, la sospensione sia l’anticamera della cancellazione. Basta austerity, basta fiscal compact, basta pareggio di bilancio.

Azione Civile e il suo presidente Antonio Ingroia