Azione Civile è accanto a chi denuncia e lotta contro ogni mafia. Rancitelli è la punta dell’iceberg di un cancro mafioso diffuso

Azione Civile, movimento fondato dall’ex pm e oggi avvocato antimafia Antonio Ingroia, esprime tutta la propria rabbia e indignazione per la situazione di Rancitelli. I fatti degli ultimi giorni, a partire dall’attentato incendiario contro l’auto di una persona intervistata, sono la conferma di un’inaccettabile escalation criminale in atto dopo le due aggressioni alla troupe di Rai2 e Striscia la Notizia dei mesi scorsi. Rancitelli appare sempre più una zona dove il controllo del territorio e il contrasto a spaccio, violenze, racket, comportamenti mafiosi di ogni tipo, difficile. Ed è la punta dell’iceberg di un cancro mafioso diffuso a Pescara e in tutto l’Abruzzo. Le ombre criminali (da esponenti di clan mafiosi coinvolti al traffico di droga, sempre più dilagante) sugli omicidi di Alessandro Neri e Roberto Straccia, le tantissime inchieste della magistratura (ultime quelle della settimana scorsa sul traffico di droga dalla Campania al carcere di Lanciano e sulla penetrazione delle mafie foggiane nel vastese), il malaffare nella gestione dei rifiuti e non solo, la tratta e lo sfruttamento della prostituzione da parte di mafie albanesi, nigeriane e “tradizionali” sempre più consolidato, la scalata nelle classifiche nazionali per usura ed estorsione, l’accettazione della presenza di appartenenti a famiglie che non hanno mai preso le distanze da congiunti boss della mafia come il terzogenito di totò riina (la cui presenza ha recentemente destato persino l’allarme del presidente della commissione parlamentare antimafia Nicola Morra) e l’elenco potrebbe continuare ancora a lungo.

Come abbiamo già tante volte denunciato e ribadito l’Abruzzo è terra di mafia. L’isola felice non esiste. Qui le mafie spacciano, sfruttano la prostituzione e lavoratori in nero, sono attive nell’usura e nelle estorsioni, corrompono, avvelenano. Veleni che colpiscono tutti noi, che sono causa di gravissime malattie e di morti. Ci sono (e Rancitelli è l’emblema di tutto questo) blitz e inchieste che si succedono rapide l’una dopo l’altra. Neri. E nel mezzo, processi in corso di celebrazione o da celebrare e tanti arresti per spaccio di droga, usura o altri reati gravi. Spesso commessi dagli stessi soggetti criminali, o tra loro contigui. In Abruzzo e fuori, basti pensare alle relazioni con noti clan della Capitale e dintorni. Almeno dagli anni Ottanta ad oggi, gruppi criminali mafiosi, camorristi e ndranghetisti hanno preso piede. L’Abruzzo è approdo dello spaccio di droga nazionale e internazionale. Quotidiani sono i soprusi e le violenze di personaggi legati ai clan e ad attività mafiose. Mentre il malaffare e gli intrecci dei colletti bianchi, di un’economia criminale di altissimo livello, dilagano. E i maggiori coinvolgono appalti pubblici, utilizzo dei fondi europei e settori come il ciclo dei rifiuti.  

Azione Civile ribadisce il suo sostegno a coloro che, autenticamente e coraggiosamente, denunciano tutto questo e lottano perché possa esserci la sacrosanta svolta. E ribadisce il suo impegno in prima fila, contro ogni sopruso, illegalità, ingiustizia, mafia.

Azione Civile Abruzzo