Azione Civile: proposte per una reale politica per l’ambiente

Cresce tra la popolazione italiana la preoccupazione per l’ambiente e per l’impatto dei rifiuti (soprattutto plastica) sul nostro già precario ecosistema.

In questi ultimi mesi abbiamo assistito in tutta Europa e in gran parte del mondo a mobilitazioni di massa, specie portate avanti dai più giovani: clima “impazzito”, allarmi dell’Onu sulle specie in via d’estinzione, grandi città italiane in totale difficoltà su raccolta e smaltimento dei rifiuti, accordi internazionali presi con troppa superficialità dalle grandi potenze mondiali.

Di fronte a queste problematiche si sono aperte tantissime discussioni, ora il futuro del pianeta sia su scala locale che globale ha i riflettori puntati addosso .

In questo frangente che risposte sono arrivate dalla politica italiana e dai partiti? Sicuramente i problemi sopra citati hanno generato un riguardo in più verso l’ambiente, ma sono tiepide e insufficienti le risposte che arrivano dalla politica, soprattutto se pensiamo che l”80 percento degli italiani si dichiara convinto di essere alle soglie di un disastro ambientale.

Gli scienziati del clima affermano che abbiamo solo 18 mesi per salvare il pianeta!

Questa nuova previsione anticipa drasticamente le stime precedenti; tra il 2018 e il 2019 il tempo massimo calcolato per poter invertire gli ingenti danni al nostro habitat prodotti dal surriscaldamento globale era di 12 anni, ma a quanto pare si trattava di una previsione molto ottimistica. 

Potremmo avere infatti molto meno di un decennio per salvare il pianeta e questo pone le politiche ambientali e le azioni per salvare l’ambiente e l’umanità in primissimo piano. 

Alle scorse elezioni Europee ci fu l’ascesa record dei Verdi dalla Germania all’Irlanda, per la precisione sono entrati  all’Eurocamera in 69 ( 17 in più rispetto alla scorsa legislatura) mentre nel nostro Paese non si è arrivati alla soglia del 4%. Quando si parla di tutela ambientale bisogna farlo senza troppi giri di parole, questo è quello che abbiamo imparato dalle nuove generazioni che si stanno impegnando per attuare il cambiamento.

 

 

La politica deve dare risposte certe e concrete, ma soprattutto deve sensibilizzare adeguatamente tutta l’opinione pubblica, pretendendo su questa tematica un interesse a 360°. I cittadini hanno bisogno di linee guida da seguire, di esempi che non restino teorie ma che vengano concretizzati a partire dalle scuole. Premesso che ognuno di noi può iniziare subito a fare qualcosa per dare un piccolo contributo all’ambiente, cambiando abitudini e convinzioni,una proposta per salvare il pianeta può essere condensata in questi punti: 1.     Ridurre il consumo di carne: In molteplici studi e relazioni gli studiosi spiegano come il boom demografico e il riscaldamento globale richiedano un drastico cambio delle nostre abitudini alimentari. La produzione di carne rossa immette nell’atmosfera quantità di CO₂ fino a 40 volte superiori di quelle prodotte da verdure e cereali. La produzione di carne causa più di due terzi delle emissioni dovute alla produzione alimentare, il cui impatto sull’ambiente si duplicherà nei prossimi 30 anni. Eppure nel 2016 il ministero delle Politiche agricole aveva previsto uno stanziamento di 3,8 milioni di euro destinati a una campagna istituzionale che incentiva il consumo di carne e gli allevamenti intensivi. Noi di Azione Civile chiediamo politiche attive che mettano in guardia i cittadini sul consumo eccessivo di carne e i danni derivati all’ambiente. Andrebbero istituite campagne istituzionali sulla tutela della salute pubblica e dell’ecosistema, non va difeso e incentivato un mercato che sta alimentando le immissioni di CO₂. Una soluzione sarebbe quella di andare a diminuire e convertire gli allevamenti intensivi, che spesso fanno vivere gli animali in condizioni aberranti, incentivando un “allevamento intelligente”, inoltre vanno finanziati i progetti di nuova agricoltura, soprattutto quella biologica, destinando i terreni agricoli comunali,provinciali e regionali a chi effettivamente può lavorarli (attraverso appositi bandi) incentivando cosi l’imprenditoria giovanile e producendo un mercato a km0 con prodotti anche autoctoni che potrebbero con il tempo e la giusta informazione alternarsi al consumo di carne.
  • Bloccare gli incentivi sui combustibili fossili: In totale, i sussidi ambientalmente dannosi ammontano a 16,1 miliardi di euro secondo il ministero dell’Ambiente. Il modo più rapido per salvare il clima è smettere di finanziare i combustibili fossili. Le più grandi economie mondiali continuano a incentivare miliardi per finanziare le centrali a carbone e a petrolio, in pieno contrasto con gli impegni assunti sul clima (conferenza Parigi). Nel 2014 le emissioni di CO2 ammontavano a circa di 36 miliardi di tonnellate, secondo i nuovi calcoli proseguendo a questo ritmo il budget di carbonio disponibile terminerà nel giro di 34 anni. Ciò significa che dal 2050 in poi tutti gli stati del mondo dovrebbero essere a emissioni zero per evitare che il termometro della Terra salga di oltre 2 gradi. Come bloccare nel concreto lo sfruttamento dei combustibili fossili? Noi di Azione Civile chiediamo che i sussidi ambientalmente dannosi vengano convertiti in “sussidi verdi” destinati appunti all’incentivazione di energia verde. Finanziamenti atti a coibentare le case con appositi pannelli fotovoltaici su tutti i tetti, soprattutto sui condomini e sugli edifici comunali, dalle scuole alle sedi istituzionali, togliendo il vincolo che nei centri storici limita l’installazione dei pannelli. Questo andrà a ridurre anche gli oneri delle bollette salate che i cittadini pagano con rammarico e rabbia.
3.     Mobilità sostenibile: Per ridurre le immissioni di CO2 dobbiamo ridurre al massimo l’utilizzo dell’automobile. Vanno incentivati mezzi sostenibili come la bicicletta (quando possibile), i mezzi pubblici e il car sharing. Ovvero l’uso di “condividere” l’auto con altre persone. Questo al fine di dividere le spese e soprattutto ridurre il numero di veicoli in circolazione. Azione Civile crede nella  mobilità sostenibile, una mobilità che consente non solo di inquinare meno, ma anche di risparmiare sul carburante, evitando l’immissione di gas serra nell’atmosfera. Vanno assolutamente concretizzati i blocchi alla circolazione per le vecchie auto, incentivando l’acquisto di auto ibride o con tecnologia atta a ridurre consumi e immissioni. Vanno rivisti i parchi macchine del trasporto pubblico, finanziando l’acquisto di mezzi “verdi” potenziando la rete e la capillarità nel territorio.
  • Plastica,riciclo e raccolta differenziata:Ogni minuto più di 33 mila bottigliette di plastica finiscono nel Mediterraneo. Eppure il nostro Paese è un’eccellenza nel riciclo della plastica ma si porta dietro le tante problematiche legate alle discariche. Abbiamo poca plastica da riciclare rispetto a quella che potremo avere. I rifiuti in particolare la plastica finiscono nelle discariche. Azione Civile è per la chiusura della discariche. Vanno incentivati piccoli impianti di smaltimento dove possibile e va completata nei comuni di tutta Italia la raccolta porta a porta. In molti Paesi Europei le discariche sono già vietate in Italia NO. Il disegno di legge Salva-mare ha fatto in modo che i pescatori portino a terra i rifiuti raccolti in acque aperte per poi portarli nelle isole ecologiche presenti nei porti invece di rigettarli in mare. Questa legge è sicuramente un punto di partenza importante e va fatto un plauso. Ovviamente non è sufficiente in termini di limitazione della plastica. Infatti andrebbe approvata a livello nazionale una legge che vieti la plastica monouso in tutte le spiagge.

Attuando questi punti potremo garantire al nostro ecosistema una possibilità.

Quello che la politica deve fare è comunicare con i cittadini, creando una cittadinanza attiva e sensibile alle tematiche ambientali. Il ministero dell’ambiente dovrebbe distribuire attraverso appositi opuscoli il vademecum del “bravo cittadino”perché dove non arrivano le leggi arriva il buon senso.

Vanno sensibilizzati soprattutto i bambini, i ragazzi e gli studenti di tutte le età, dalla scuola materna fino all’università (vanno sovvenzionate le scuole affinché diffondano le borracce in alluminio contro quelle di plastica).

Un buon vademecum non deve essere un tomo di mille pagine noiose da tenere in un cassetto impolverato. Vanno sensibilizzati e trattati alcuni punti fondamentali che posso essere applicati nel vivere quotidiano: Uso di buste per la spesa riutilizzabili, uso di bottiglie riutilizzabili e contenitori per il pranzo lavabili, attenzione a ciò che viene gettato nella spazzatura, maggiore attenzione sullo spreco di acqua potabile (ridurre il consumo e applicare i vaporizzatori), riduzione dell’utilizzo di elettrodomestici (acquistare quelli di classe tripla classe A), acquisto di cibo locale che non abbia percorso molti km per arrivare alla nostra tavola, piantare alberi e arbusti se si possiede anche un piccolo terreno, uso delle lampadine a LED, fare il bucato in lavatrice solo a pieno carico, accendere la lavastoviglie solo quando è completamente piena, Ridurre, Riutilizzare e Riciclare.

Insomma sono tante le piccole cose che possiamo fare per salvaguardare il nostro ecosistema, la politica anche con piccoli atti di reale attenzione può fare la differenza.

Noi di Azione Civile siamo da sempre in favore dell’ambiente. Consideriamo appunto l’ambiente come un ecosistema di valore universale. Intendiamo fermare il consumo del territorio,  tutelando il paesaggio e archiviando progetti come la Tav in Val di Susa e il ponte sullo Stretto di Messina. Siamo contrari alle privatizzazioni sui beni comuni, come l’acqua, siamo per valorizzare l’agricoltura di qualità quella libera da Ogm, siamo per la tutela della biodiversità e la difesa dei diritti degli animali. Pensiamo inoltre sia possibile creare posti di lavoro attraverso un piano per il risparmio energetico.

Azione Civile