No a Ceta e ogm!

“Dobbiamo valorizzare le nostre eccellenze” esordisce cosi la neo-ministra all’Agricoltura Teresa Bellanova,  peccato che dietro questa frase ad effetto ci sia la scelta di indicare come prioritaria l’attuazione piena dell’ accordo commerciale euro-canadese Ceta. 

“Il Lazio dice No al Ceta. Chiediamo al Parlamento di fare lo stesso, difendiamo i nostri produttori e sapori da commercio ingiusto senza regole” . Questo diceva il Segretario del PD Zingaretti nel 2017, mentre oggi non prende le distanze dalla nuova ministra all’Agricoltura (scelta dal PD e ora capo delegazione della neoformazione renziana Italia Viva ) nel Governo Conte Bis Teresa Bellanova.

Azione Civile ha sempre espresso criticità sui trattati di libero scambio, i rischi per il clima, per l’ambiente, e i diritti sociali di milioni di agricoltori sono troppi, gli accordi infatti sono cuciti su misura per favorire le grandi imprese multinazionali a scapito ovviamente delle piccole imprese e produzioni, esponendo agricoltori e lavoratori ad una pressione insostenibile e deleteria.

Dobbiamo con amarezza sottolineare che il governo appena nato non si pone come priorità il problema ecologico, ma apre addirittura agli Ogm, una direzione questa pericolosa e inaccettabile.

Prima di pensare di “aprire i porti” alle merci provenienti dal Canada o da altri Paesi occorre riflettere con attenzione su che tipo di politica commerciale si vuole attuare. Noi di Azione Civile vogliamo un’Europa che rispetti le nostre regole, che tuteli i diritti dei lavoratori e rispetti l’ambiente.

Si è parlato per anni di etichettatura della merce, ma Bruxelles rallenta ancora un procedimento che sta creando concorrenza sleale e danni ai nostri prodotti autoctoni.

Dobbiamo con fermezza lavorare e imporci perché non si arrivi alla ratifica del Ceta, l’accordo di libero scambio tra Ue e Canada, senza tener conto che il nostro obiettivo è prima di tutto restituire competitività al Made in Italy. 

In questa battaglia siamo al fianco della Coldiretti che denuncia con durezza il Ceta.

Nello specifico questo sistema di libero scambio ha prodotto un crollo allarmante delle esportazioni in Canada dei simboli agroalimentari del Made in Italy, inoltre il Ceta tutela solo 41 marchi Igp italiani su 291, lasciando fuori marchi simbolo della nostra identità come il parmigiano e il grana padano.

Dobbiamo mettere fine ad una concorrenza sleale delle importazioni dall’estero di prodotti che non rispettano le nostre regole di sicurezza alimentare e ambientale. In Italia sono vigenti leggi e regolamentazioni molto chiare e rigide, bisogna pretendere che queste stesse regole siano attuate dai Paesi come il Canada che esporta grano duro trattato con l’erbicida glifosato secondo modalità vietate nella nostra nazione.

Azione Civile